
Squadra inadeguata, società assente
Al minuto 66 della partita di ieri si materializza l’ennesimo Sliding door della stagione del Monza con quel Casadei più volte inseguito prima in estate e poi a gennaio a siglare la rete del 2 a 0, però con la maglia del Torino dopo aver rifiutato la Brianza a più riprese, mentre il Condor (o ex-Condor) in treno supplicava l’Inter di darci in prestito Palacios, solo l’ennesimo segnale di una stagione segnata dall’inizio e devastata dalle scelte sciagurate di questa proprietà e della dirigenza tutta a Gennaio. Giocare con il Monza è poco più di un allenamento per tutti, in casa e fuori; anche ieri il Torino ha fatto poco, pochino, ma non ha mai dato la sensazione di essere in affanno o di rischiare qualcosa contro i nostri che non segnano nemmeno con le mani, che hanno fatto un gol in 6 partite, quello del 5 a 1 contro la Lazio su rigore. Si è già persa anche la dignità e lo sottolineo a chiare lettere, prima che sia poco chiaro, non certo per colpa dei tifosi o della curva, sempre presenti, sempre bellissimi e compatti. Non si è persa nemmeno per colpa dei giocatori che non hanno responsabilità di poco impegno, sono solo scarsi; non hanno colpa i due esterni se non fanno un cross giusto, non ha colpa Dany Mota se è sempre stato questo, ora in un contesto che non funziona si vede solo di più, non ha colpa la nuova roboante punta presa dalle terre svizzere che, non me ne voglia nessuno, non sa nemmeno stoppare la palla se non a 4 metri di distanza. Non è colpa di Keita se sono anni che non gioca più in un campionato sfidante, non è colpa del nostro centrocampo se chi lo compone ha mediamente 15 kg meno degli avversari; e non è colpa di ragazzi giovani come Zeroli, Urbanski, etc, magari si faranno, sicuramente non qui e ora.
La lunga lista delle colpe societarie
La colpa ce l’ha una proprietà palesemente assente, disinteressata, irrispettosa della gente e desiderosa solo di recuperare i suoi soldi e poi presumibilmente sparire; tutto lecito, si chiedeva solo di farlo con un filo di rispetto in più per tutti quelli ad esempio che hanno pagato un abbonamento e che sanno da Novembre di aver buttato via i propri soldi, magari investiti con sacrificio, togliendo risorse ad altro, dedicando tempo e, badate, non è qualunquismo, è solo buon senso. La colpa ce l’ha la dirigenza che non spende una parola per commentare questa situazione al limite del ridicolo: troppo facile mettere la faccia quando si vince, quando Silvio Berlusconi apre il portafoglio ed elargisce milioni, troppo comodo ricordare i successi del grande Milan su Facebook quando a Monza è meglio non dire due parole. Speriamo finisca presto questo incubo e si riparta da categorie più consone ma con persone con progetti veri, seri e possibilmente che rispettino fino alla fine la gente di Monza.
Lorenzo Titaro
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