Recalcati: rolleiflex in mano e pallone ai piedi per decenni

Tra i fotografi impegnati al ‘Sada’ negli anni Settanta ed Ottanta, oltre ai vari Caprotti, Valtorta, Santi, Galimberti, ‘Nick’ Dicuonzo e ‘Nuccia’ Galbiati, la moglie del notissimo fotoreporter Erminio Ferranti (detto ‘L’Ammiraglio’), insieme a Danilo Recalcati c’era pure un certo Carlo Camesasca, zio di quest’ultimo, conosciuto ed apprezzato salumiere di via Carlo Porta durante la settimana ed ex compagno di scuola di Adriano Galliani.

 

Galliani a tavola con la signora Linda, mamma del salumiere Camesasca, fotofrafo al “Sada”

 

Fu proprio la mamma del simpatico pizzicagnolo brianzolo, nonché nonna del buon Danilo, tale Teodolinda Beretta, ‘Linda’ per tutto il circondario, donna molto affezionata al neo geometra dal futuro calcistico, a darsi da fare per trovargli, grazie alle sue influenti conoscenze in città, la prima occupazione all’Ufficio Tecnico, settore Edilizia Pubblica, del Comune di Monza. Il predestinato re delle reti di comunicazione per i servizi televisivi, dopo l’acquisizione di consistenti quote della Elettronica Industriale di Lissone, oltre al calcio, amava la buona cucina. Così, non rifiutava mai gli inviti a pranzo o a cena della gentile signora, abile cuoca, con abitazione poco distante dalla sua. ‘La Iena’ (così veniva soprannominato Recalcati), nei suoi racconti non tralascia mai di ricordare anche un simpaticissimo aneddoto nel contesto della trasferta inglese di Stafford, per l’impegno della quinta edizione, la prima riservata a compagini semiprofessionistiche, della Coppa Anglo-Italiana, poi, vinta dal Monza il 19 giugno 1976 al ‘Sada’ contro il Wimbledon FC, in una finale secca, con il risultato di 1-0 e rete di Casagrande al 72’. Al termine della stagione la squadra biancorossa, trionfatrice anche nel campionato di Serie C, fu definita dalla stampa sportiva il ‘Borussia della Brianza’, con accostamento alla formazione di Moenchgladbach, una delle migliori compagini del calcio europeo degli anni Settanta.

 

Angelo Scotti sul piazzale di Buckingham Palace

 

In riconoscenza del gran lavoro svolto da anni, senza chiedere mai alcun compenso per il mantenimento del terreno di gioco in ottime condizioni e per altri interventi faticosi, la società biancorossa decise come premio speciale, per una delle due partite esterne della manifestazione, d’imbarcare sull’aereo in partenza per l’Inghilterra anche Angelo Scotti. La sera prima di lasciare la Brianza, l’emozionatissimo super tifoso, seduto al tavolo dell’abituale bar monzese, chiese all’amico Danilo cosa ci fosse di particolarmente interessante da vedere, oltre alla partita, in terra anglosassone. Il fotografo non indugiò un attimo nell’indicargli il Cambio della Guardia fuori da Buckingham Palace, sottolineando come il gruppo di soldati armati, denominati ‘The King’s Guard’, fossero immancabilmente vestiti con tradizionali tuniche rosse e cappelli di pelle d’orso. Una volta arrivato a Londra e sceso dall’aereo, Scotti, con l’allegra comitiva, raggiunse in pullman Stafford, dove il 19 maggio 1976 era in programma la partita del secondo turno del torneo tra Stafford Rangers e Monza (vinsero i biancorossi 1-0). Il giorno seguente, potendo usufruire di parecchie ore libere per visitare Londra, l’agitatissimo Angelo lasciò di buon ora l’albergo con un trasporto organizzato e, una volta scaricato dall’autista nel centro della capitale inglese, non esitò a prendere un taxi. Memorabile la richiesta al tassista posizionato, con la sua vettura, negli spazi riservati in mezzo ad una piazza: ‘’Uèi hombre, fa ballaa l’oeucc, mi devi andà a vedè quei quater giupin cun ul fusil in spala, la giacchètta culurada e l’ors in cò; a t’he capi?’’. Sembra che, dopo tanto affannoso gesticolare ed un fitto scambio di battute, in inglese da una parte e in puro dialetto brianzolo dall’altra, Scotti sia riuscito, incredibilmente, a fare il suo trionfale arrivo sul piazzale di Buckingham Palace. A coronamento di una splendida carriera e come testimonianza del valore delle sue opere, alcune stampe, tra le più suggestive, di Danilo Recalcati figurano da diversi anni esposte nel Museo Alinari di Firenze ed al Palais de Cannes, in Francia. Recentemente anche la Nikon, la conosciutissima multinazionale giapponese specializzata nel settore della fotografia e dell’ottica di precisione, si è ricordata di lui, inserendo una sua fotografia, scattata il 1° maggio 1994 ad Ayrton Senna, festante nel salutare il pubblico delle tribune all’autodromo di Imola, pochi attimi prima della partenza del tragico G.P. di San Marino di F.1, in un libro commemorativo riservato all’estro ed all’abilità dei cento più famosi fotografi del mondo, impegnati nel ‘circus’. Danilo Recalcati è ed è sempre stato un uomo generoso di natura.

 

Con Gianfranco Santi e Sanremo per scattare le foto durante il Festival

 

Negli anni Novanta, un giorno di febbraio, vedendo il collega Gianfranco Santi in notevoli difficoltà con il lavoro, non esitò un attimo ad invitarlo a collaborare con lui nella realizzazione del reportage fotografico sul Festival della Canzone italiana a Sanremo, promettendogli la divisione dei compensi riconosciuti dai giornali committenti ed offrendosi di pagare lui personalmente il conto per la sua camera d’albergo. Il collega gradì molto il gesto e, nonostante il palcoscenico della riviera ligure fosse decisamente molto diverso da quello brianzolo del vecchio ‘Sada’, teatro della maggior parte dei suoi servizi, accettò l’invitante offerta. Dei personaggi della musica leggera conosceva a mala pena Iva Zanicchi e Fausto Leali, giusto per aver fatto in passato alcuni scatti nelle loro ville a Lesmo, ma non si perse d’animo e, con il suo solito spirito d’avventura, stringendo tra le mani l’inseparabile macchina fotografica, si buttò a capofitto nella kermesse canora. Sbracciandosi a destra e a manca, riuscì a destreggiarsi alla grande tra microfoni e telecamere, realizzando foto interessanti ed originali. Tanto che, al termine del lavoro, l’inesperto Santi fu promosso a pieni voti da Recalcati, un vero e proprio veterano dell’ambiente, con l’intento di ripetere l’esperimento anche in altre edizioni a seguire della popolare manifestazione. Purtroppo, come raccontato in precedenza, in un altro articolo sui fotografi biancorossi, dopo poco tempo un bruttissimo incidente stradale mise precocemente fine alla vita dell’ardimentoso reporter e così il bravo Danilo, negli anni successivi, dovette tornare a Sanremo da solo e con tanta tristezza nel cuore.

 

(Fine quarta e ultima parte)

 

Enzo Mauri

 

Nella foto: Danilo Recalcati con Lapo Elkann.