Prestazione d’orgoglio contro la corazzata Inter

Il rammarico in questa stagione alla fine sta solo nel fatto di non aver visto il Monza lottare sempre così, con questa voglia di crederci, con questa volontà. E poi sta nel fatto che se solo questa dirigenza ci avesse creduto un filo di più, trovare due buoni giocatori davanti in grado di assicurare gol e prestazioni differenti anche senza spendere vagonate di soldi si sarebbero potuti trovare e Keita lo dimostra, un buon giocatore, uno che si vede è di un altro livello pur non avendo 90 minuti nelle gambe, uno che tira anche da 25 metri e vede la porta come hanno tutte le squadre. Di mezzo ci sta una bella prestazione, orgogliosa, gagliarda, senza paura, provando a giocare alla pari contro un avversario infinitamente più forte, spaventando davvero la squadra più forte d’Italia e probabilmente una tra le 5 più forti d’Europa oggi.

 

Nesta spera, ma la realtà non ci lascia scampo

 

La speranza non c’è, nonostante le parole di un sempre onesto Nesta e nonostante le domande assurde dei giornalisti televisivi a fine partita (ieri ho sentito dire che con 7 vittorie il Monza potrebbe salvarsi; per una squadra che ha vinto due sole partite in 28 gare suona di presa per i fondelli), ma se dovessimo giocare così le restanti 10 gare potremmo toglierci qualche soddisfazione, gettare le basi per un prossimo futuro e lasciare un po’ più dignitosamente questa categoria. Un modo che, in fondo, è l’unica cosa che i tifosi invocano da inizio stagione.

 

Lorenzo Titaro

 

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