
Massaro: i primi passi al Monza e l’amicizia con Galliani
A cura di Enzo Mauri
DANIELE MASSARO: DAL MONZA AL MILAN PER TRIONFARE IN CAHAMPIONS LEAGUE ED IN NAZIONALE
C’è un solo calciatore al mondo che può vantare, nel suo palmarès, quattro scudetti, tre Supercoppe italiane, due Coppe dei Campioni/Champions League, tre Supercoppe UEFA, due Coppe Intercontinentale, una medaglia d’oro ai Campionati Mondiali di Spagna 1982 ed una d’argento in quelli degli Stati Uniti del 1994. Poi, una volta chiuso con il pallone, in auto, due presenze in rally nazionali, cinque partecipazioni al Rally di Monza, con Valentino Rossi pilota da battere. Alle quali si aggiungono le due partecipazioni, sul finire degli anni Novanta, al Rally di Sanremo, gara iridata facente parte del calendario della Federazione Automobilistica Internazionale. Il suo nome è Daniele Massaro, ‘Lele’ per gli amici, ‘Beep Beep’ per gli sportivi, ‘Provvidenza’ per i tifosi rossoneri, nato a Monza il 23 maggio 1961 e partito con il calcio dalla Juvenilia, squadra brianzola dell’ oratorio Regina Pacis.
Il fortunato provino
Lanciato dalla società biancorossa in Serie B, nel 1979, con 60 presenze e 10 gol, valorizzato dalla Fiorentina in Serie A con all’attivo 140 partite. Esaltato dal Milan, dal 1986 al 1995 (a parte la breve parentesi giallorossa a Roma della stagione 1988-1989), il giocatore monzese ha vinto tutto quello che c’era da vincere, prima di chiudere la carriera, nel 1996, in Giappone allo Shimizu S-Pulse. Un giorno, il quattordicenne ragazzino di belle speranza, cresciuto in una famiglia umile, con i genitori operai ed abitanti in una modesta casa popolare nelle vicinanze del vecchio stadio Sada e della stazione ferroviaria, venne chiamato nel vicino campo sportivo di via Ghilini per giocare una partita amichevole con la formazione della Rappresentativa Lombarda, in virtù dei positivi provini effettuati in precedenza per Milan, Lecco ed Atalanta.
Lui si presentò con la solita grinta e determinazione e la fortuna volle che, ad assistere alla partita, con Giorgio Vitali, allora direttore sportivo del Calcio Monza, ci fosse anche il vicepresidente biancorosso Adriano Galliani. La vita di Massaro, da quel pomeriggio, ebbe, così, una decisa svolta. Da studente dell’Ipsia, lavoratore, assieme ai suoi due fratelli, in una pellicceria locale, il volenteroso ragazzo monzese divenne ufficialmente calciatore, scalando le varie categorie della società di casa. Questo, fino ad esordire in prima squadra, in Serie B nel 1979, sotto la guida dell’allenatore Alfredo Magni, contro la Spal, realizzando anche un’importante rete.
Calcio e golf
Il giovane centrocampista, per vari problemi fisici e tecnici, non trovò, più spazio in formazione, sino alla stessa gara del girone di ritorno. Ironia della sorte, Massaro, pur non essendo un cannoniere, in quell’ occasione, andò nuovamente a segno, con i suoi compagni lanciati verso la Serie A, traguardo, poi, mancato d’un soffio. Da allora, nessuno osò più lasciarlo negli spogliatoi. Alla Fiorentina, il promettente giocatore andò a rimorchio di Monelli, acquistato dalla società toscana per circa due miliardi delle vecchie lire. Il centravanti titolare viola presto si infortunò seriamente e per il buon ‘Lele’, nonostante non fosse proprio un bomber, improvvisamente si aprì davanti un’autostrada. Quando, poi, Galliani, passato al Milan, a fianco del neo presidente Silvio Berlusconi, lo invitò a raggiungerlo a Milanello, il cerchio, con una trattativa societaria andata presto a buon fine, si chiuse nel migliore dei modi.
Poco più di sei miliardi e mezzo di lire la cifra stabilita per il passaggio di Massaro in maglia rossonera. Così, davanti al giovane brianzolo si spalancò una carriera a dir poco esagerata, con la convocazione azzurra apparsa subito dietro l’angolo.
‘’Amo la mia città, il Parco e la squadra biancorossa – mi ha raccontato l’amico ‘Lele’, nel corso di una simpatica chiacchierata – . Nello splendido polmone verde cittadino mi reco spesso, oltre che per seguire le manifestazioni motoristiche, anche per giocare sul green del Golf Club Milano, uno dei più bei circoli d’Italia. Ho iniziato a praticare questo sport quando ero atleta del Milan, provando i primi drive in occasione dei ritiri, nei boschi intorno a Milanello, con i colleghi Roberto Donadoni, Mauro Tassotti, Stefano Nava, Marco Simone e Marco Van Basten, tutti diventati, poi, ottimi giocatori amatoriali, con handicap molto bassi. Anch’io, pur giocando a golf prevalentemente in vacanza e nei weekend, sono riuscito a vincere diversi tornei”.
Il grazie a Galliani
‘’Da alcuni anni – spiega Massaro – mi occupo del Milan Golf Tour, un evento organizzato dalla società rossonera, insieme ai suoi sponsor, per radunare, in tutta tranquillità, un po’ di gente affezionata ai green e fare, così, con i soldi raccolti, della sana beneficenza. Dopo averlo praticato per una decina d’anni, con lusinghieri successi, mi interesso molto anche di Motorsport. Il calcio ed il Monza, in particolare, anche se mi sembra davvero scontato aggiungerlo, rappresentano una parte importantissima della mia vita e rimarranno per sempre nel mio cuore. Adriano Galliani, poi, non posso che considerarlo come il mio padre sportivo”.
“Quando lui, grande dirigente, intenditore di calcio come pochi nel mondo, irriducibile tifoso e, soprattutto, genuino monzese doc, nei suoi frequenti e sempre interessanti discorsi, sostiene che il suo primo colpo di mercato lo fece un giorno, investendo su di me, allora quattordicenne, io rimango sempre estremamente felice nel sentirlo proferire queste parole. Del Milan cosa dire? La compagine rossonera era sempre stata, sin da bambino, la squadra dei miei sogni. Diventò, ben presto, la mia seconda pelle, un’altra ragione di vita. Comunque, se ho raggiunto il successo, vincendo tanto da calciatore, talento a parte, lo devo solo ed esclusivamente ad Adriano Galliani. A lui sarò grato e riconoscente fino all’ultimo mio giorno sulla terra”.
(Fine prima parte)
Enzo Mauri
Foto: Di Cuonzo