Erminio Ferranti e “Nuccia” Galbiati: scatti da F1 al Sada (2a parte)

Per dare ancora più colore a questo ritratto di Erminio Ferranti e per soddisfare la presumibile curiosità di molti nostri lettori, non si può non partire dalla natura del suo particolare soprannome ‘L’Ammiraglio’, che lo ha accompagnato per quasi cinquant’anni. Siamo nel 1971 e il fotoreporter monzese, fisico asciutto, capelli castano chiari lisci e abbondanti, portamento moderno ed elegante, fascino da vendere e, nel suo incedere, aria d’artista dallo scatto impietoso, è già un personaggio molto conosciuto in Brianza e non solo. A Montecarlo, soprattutto per il Gran Premio di Monaco di F.1, ‘Lo Zio Ermy’ è di casa. Alla tradizionale festa di maggio organizzata dalla principessa Grace Kelly, moglie del principe Ranieri III, icona di classe, stile ed eleganza, lui non può certo essere assente. Giacca bianca dei grandi eventi, pantaloni rigorosamente neri, come il farfallino fuori dal colletto della camicia immacolata, il fotografo monzese è nell’aristocratico salone, con la sua inseparabile Canon in mano. A un certo punto della suntuosa festa, facendosi spazio tra i blasonati ospiti, all’Erminio si avvicina uno sconosciuto signore, impeccabile nel look e nell’approccio, manifestando, con uno spiccato accento italoamericano, il suo interesse ad avere le immagini più belle del galà. Un breve scambio di cordiali parole tra i due, poi, ecco spuntare dalle tasche della giacca del misterioso personaggio un biglietto da visita con riprodotta anche una microscopica piantina, ricca di simboli e nomi. L’invito esplicito rivolto al reporter è di presentarsi l’indomani mattina al porto di Nizza, presso la barca indicata, per consegnare le stampe in questione ed intascare la somma voluta. Erminio Ferranti è sorpreso ed incuriosito dall’insolita offerta, ma non esita a stringere la mano all’interlocutore, garantendo, nella seguente mattinata, la sua presenza nella cittadina della Costa Azzurra, con le foto richieste.

 

A Nizza nacque il leggendario soprannome “L’Ammiraglio”

 

Finita la festa e fatti i dovuti “scatti”, sviluppati i rullini in condizioni di fortuna nel piccolo bagno della stanza in hotel e concessosi solo tre/quatto ore di travagliato sonno nella notte, ecco ‘Lo Zio Ermy’ nuovamente in macchina, questa volta in direzione Nizza. Arrivato al porto, seguendo le indicazioni riportate sul biglietto da visita, l’ignaro ospite finisce davanti ad un piantone che, alla vista del cartoncino, senza fare troppe domande, chiama immediatamente una lancia di servizio. In pochi minuti di navigazione, Erminio Ferranti è al cospetto del distinto signore della sera prima, niente meno che l’ammiraglio di una poderosa portaerei dell’aeronautica militare americana, ancorata al largo, davanti al porto. Un sorriso, una nuova stretta di mano e la busta, contenente le fotografie scattate al galà dei principi di Monaco, finisce nelle mani del sommo graduato. Le stampe, nonostante l’attività manuale svolta in notturna, in precarie condizioni, sono di ottima qualità e l’acquirente mostra, con inequivocabili gesti, il suo pieno gradimento. È pronto a sborsare qualsiasi cifra, pur di entrare in possesso dei quel materiale, ma ‘Lo Zio Ermy’, da gran signore, lo anticipa, dicendogli che assolutamente non vuole essere pagato. Il suo lavoro è da ritenersi un dovuto omaggio di un modesto cittadino italiano ad uno straniero importante. L’ammiraglio, sempre più stupito, superato il momento d’imbarazzo, estrae allora da un cassetto della nave un cappello bianco con visiera decorata, ancora incellofanato, in dotazione all’aeronautica militare statunitense e lo dona al simpatico interlocutore, in segno di estrema gratitudine e di grande amicizia. Poi ecco scattare anche l’invito, prontamente accettato, per un simpatico pranzo, in bella compagnia, sul ponte della portaerei. Allo spigliato fotografo monzese sembra tutto un sogno da raccontare al più presto a casa, agli amici. Al ritorno in Brianza, la storia è quindi sulla bocca di tutti, mentre il lindo copricapo finisce a casa Ferranti, custodito con gran riguardo dalla moglie ‘Nuccia’ in un cassetto dell’armadio della camera da letto. Da allora l’Erminio diventò per tutti, indiscutibilmente, ‘L’Ammiraglio’. Ferranti aveva incominciato a lavorare, molto giovane, a Monza, nel settore meccanico, presso l’azienda ‘Ghioni Ricambi’, interrompendo la sua collaborazione solo per i mesi necessari ad espletare gli obblighi con il servizio di leva, per riprendere poi regolarmente il suo posto con rinnovato vigore. Siamo nel cuore degli anni Sessanta e il ventenne dipendente, spronato dal padre Arturo, bravo fotografo amatoriale, incomincia nel tempo libero a interessarsi di obiettivi e scatti, partecipando a concorsi nazionali ed internazionali per dilettanti. Alla sera e nei giorni festivi, con Enzo Brambilla, padre di Andrea Brambilla, l’attuale presidente dell’ HRC Monza, gioca anche nella compagine di hockey su pista Associazione Club Arengo, seconda squadra cittadina della specialità, giunta, in un felice momento, persino in serie A, al fianco del più blasonato e pluri scudettato HC Monza, dove, nelle formazioni giovanili, militava, un certo Vittorio Brambilla, destinato a diventare nel tempo affermato pilota di Formula Uno. La sua prima macchina fotografica è una Zeiss, comperata mettendo da parte i soldi guadagnati alla ‘Ghioni Ricambi’. Ben presto però l’attività ludica, spinta da una grande passione, si trasforma in lavoro serio e arrivano così i primi servizi commissionati dal bisettimanale locale Il Cittadino di Monza e Brianza. Nel 1969, quattro anni dopo il matrimonio con Emilia Galbiati, detta ‘Nuccia’, figlia di un apprezzato pittore della zona, Ferranti apre il suo negozio in via Pesa del Lino, a fianco dello storico ‘Punt de la Mariota’, sul fiume Lambro. La gestione commerciale delle macchine fotografiche è subito affidata alla moglie, affiancata successivamente dalla giovane Fulvia Gravina, consorte del giornalista Carlo Gaeta, suo fidato collaboratore, abile sia con i teleobiettivi che con la penna, ma, soprattutto, destinato a diventare amico del cuore per una vita intera. Erminio e Carletto saranno, insieme e per parecchi anni, i punti di riferimento del quotidiano Il Giorno per tutti gli avvenimenti in Brianza.

 

Al “Sada”, sempre elegante, con la sigaretta tra le labbra e con un certo distacco dall’ambiente

 

Tante anche le fotografie scattate allo stadio Sada per le gare casalinghe del Monza in campionato. Allo stadio, ‘L’Ammiraglio’ non ha mai rispettato una volta l’orario d’inizio delle varie gare. Con discrezione, quasi con un certo distacco dall’ambiente (a lui non proprio congeniale come l’Autodromo), arrivava sempre intorno alla metà del primo tempo, con giacca e camicia fresche di tintoria, scarpe stringate lucide e muovendosi come ad una festa, con la classica sigaretta tra le labbra e la macchina fotografica a tracolla. Una volta raggiunta la moglie a bordo campo si posizionava, un poco distante dagli altri colleghi, pronto a carpire la foto particolare. Quelle tradizionali le lasciava scattare alla brava ‘Nuccia’, già schierata professionalmente a fianco della porta riservata al portiere avversario, con Danilo Recalcati, Ambrogio Caprotti, Gianfranco Santi, ‘Nick’ Dicuonzo, Carlo Camesasca e altri, fin dal primo minuto di gioco.

 

(Fine seconda parte)

 

Enzo Mauri

 

(Nella foto: Erminio Ferranti insieme a Nicky Lauda, indimenticato asso della Formula Uno)