
Andrea Cremonesi e le radiocronache dal “Sada” con il telefono grigio della Sip (2a p.)
‘’Tra i ricordi più belli vissuti da semplice tifoso delle quattro ruote – racconta Andrea Cremonesi – metterei la pole position di Mario Andretti nel 1982, accompagnata da un vero e proprio boato della folla che a me, ragazzino per la prima volta al circuito da solo, fece davvero tremare le gambe. Poi aggiungerei la vittoria di Niki Lauda nel 1984, vissuta dal prato della curva Parabolica, con tanto stupore per l’incredibile silenzio nell’aria tra il passaggio della McLaren-Porsche del campione austriaco e quello della Ferrari di Michele Alboreto, distaccata di un’eternità nel vano inseguimento. Chiuderei l’album con la trionfale cavalcata del ‘Cavallino’ del 1988, messa in mostra da Gerhard Berger e dallo stesso pilota milanese della Casa di Maranello, che grazie a combinazioni fortunate ho potuto godere addirittura dalla terrazza sopra ai box.’’.
Il ricordo più amaro e quello più gioioso nello stadio biancorosso
“Allo stadio Sada invece, dopo il debutto sugli spalti nella primavera del 1976, ci sono tornato agli inizi degli anni Ottanta, da ragazzino della scuola media. Partivo, a piedi, dalla mia abitazione di Via Alessandro Volta e raggiungevo uno zio paterno, con appuntamento sempre fissato davanti al botteghino dello stadio di via Guarenti, per accedere con lui sulla gradinata centrale. Rammento con tristezza l’anno della retrocessione in Serie C, con la coppia Monelli-Massaro in campo e con i tifosi a invocare sugli spalti il ritorno di Alfredo Magni. Ricordo invece con tanto piacere la gloriosa storia vissuta sulla panchina biancorossa da ‘nonno’ Mazzetti, capace nella stagione 1982/1983 di guidare il Monza, forte del duo d’attacco Marronaro-Pradella e di un centrocampista tutto cuore e polmoni quale Giorgio Papais, da me adorato, dall’ultima posizione in classifica alla nona giornata di campionato a un entusiasmante settimo posto finale.’’. L’avvio della carriera giornalistica di Andrea Cremonesi lo si può definire quanto meno originale. Terminate le scuole superiori, il giovane monzese iniziò a collaborare con Radio Studio Monza, una piccola emittente con uno staff professionale ma un’organizzazione piuttosto casereccia, che negli anni Ottanta trasmetteva sulla FM 92.6 stereo e aveva un discreto successo con la trasmissione pomeridiana ‘Mix by Daniele/Pino’, un programma con musica mixata dance.
Per Radio Studio Monza i primi servizi calcistici
Qui Andrea aveva un compito molto semplice e poco impegnativo. Di fatto copiava, quotidianamente, le notizie più interessanti fornite dal Giornale Radio della Rai e le riproponeva in versione locale. Il vero lavoro era invece fare la radiocronache della S.S. Mamanoel Fiammamonza, la squadra locale femminile di calcio, che nella stagione 1988/1989 si classificò decima nel campionato di Serie A, giocando al ‘Sada’. La formazione era inizialmente allenata dall’avvocato Fabrizio Levati, poi prematuramente scomparso, e aveva come presidente la moglie Natalina Ceraso, insegnante di latino e figlia di Nazzareno Ceraso, per quarant’anni professore di educazione fisica, con insegnamento al ‘Mosè Bianchi’, frequentato anche da Adriano Galliani e da Felice Pulici, brianzolo di Sovico, portiere biancorosso nel campionato 1977/1978. ‘’Ragazzino, alle prime armi con il giornalismo – spiega il dinamico monzese -, al sabato pomeriggio delle gare interne di campionato prendevo sempre posto in Tribuna Stampa, dove il magazziniere mi portava immancabilmente lo storico telefono grigio chiaro a disco della SIP, dalla classica cornetta tondeggiante e dalla vistosa corona centrale con i numeri da comporre nei cerchietti . Tra una canzone e l’altra, dallo studio della radio mi chiamavano per avere da me gli aggiornamenti sulla partita in corso, lasciandomi solo un paio di minuti per la cronaca in diretta. In quel periodo ebbi occasione di conoscere un ragazzino più giovane di me, che allora giocava nella formazione biancorossa ‘Primavera’ del Monza, un certo Maurizio Ganz, all’inizio della sua splendida carriera da calciatore. A 18 anni, avevo avuto la fortuna di essere ammesso alla IFG, la scuola dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti della Lombardia, nota per aver sfornato, nel tempo, fior di professionisti della carta stampata. Lì , a me, aspirante cronista, si era aperto, all’improvviso, un mondo fantastico, con la possibilità nel 1989 anche di mettere piede, per la prima volta, nella redazione de La Gazzetta dello Sport. Se non fossi stato costretto a partire per il servizio militare, con la penna nel cappello, arruolato a Bolzano all’Ufficio Stampa IV Corpo d’Armata Alpino, nel primo scaglione 1990, sarei stato assunto a Brianza Oggi, il quotidiano monzese edito dal gruppo di Giuseppe Ciarrapico, dove avevo prestato, come redattore free lance, la mia opera nell’anno precedente, scrivendo diversi articoli anche sull’AC Monza.’’. A partire dalla stagione 1988-1989, i biancorossi (come gli sportivi brianzoli ben sanno) ebbero un nuovo stadio, il ‘Brianteo’ (inaugurato il 28 agosto 1988, nella terza giornata della Coppa Italia, con la vittoria dei padroni di casa per 2-1 sulla Roma) e la compagine del presidente Giambelli, allenata da Pierino Frosio, ritornata in serie B dopo due annate, arrivò a quota 34 punti, salvandosi, seppure solo grazie alla miglior classifica avulsa nei confronti dell’ Empoli e del Brescia. Ebbene, il gasatissimo Andrea si sbizzarrì allora nello scrivere articoli di cronaca e di colore, enfatizzando spesso i bomber locali, suoi pupilli, Maurizio Ganz e Pierluigi Casiraghi. In quell’annata piovvero suoi ‘pezzi’ anche per le vicende di Coppa Italia, con il Monza abile, nella prima fase, a superare il turno, ma sfortunato nella seconda, per le tre partite successive tutte perse contro la Sampdoria (vincitrice, poi, del torneo), l’Atalanta e il Bari. Prima di lasciare la Brianza per l’Alto Adige, sede del servizio di leva, Cremonesi ottenne l’attestato di giornalista professionista, con l’iscrizione all’Ordine Nazionali Giornalisti nel 1990 (successivamente, venne anche il suo inserimento nel Gruppo Lombardo Giornalisti Sportivi). Al quotidiano La Gazzetta dello Sport, quasi come per uno scherzo a un acerbo e inesperto nuovo dipendente, finì per essere assunto nel maggio del 1991, per occuparsi delle pagine regionali della Lombardia e della Liguria. Il suo esordio in Sala Stampa, a Monza, al G.P. d’Italia di F.1, da dipendente della ‘rosea’, avvenne poi nel settembre dello stesso anno.
(Fine seconda parte)
Enzo Mauri