Andrea Cremonesi e le radiocronache dal “Sada” con il telefono grigio della Sip (1a p.)

Tra i diversi giornalisti monzesi che hanno fatto una notevole carriera partendo (come tifosi) dalle gradinate dello stadio Sada, per poi raggiungere ruoli importanti nel mondo dell’informazione, Andrea Cremonesi merita senza dubbio grande considerazione. È nato in una nota clinica del centro città nell’ottobre 1968 ed ha abitato per decenni in via Volta, a poche centinaia di metri dalla vecchia sede di via Manzoni dell’A.C. Monza, ultimamente in campo in Serie A, con il tracciato dell’Autodromo, suo City Partner, riprodotto sul collo della maglietta dei giocatori. Il noto comunicatore, dopo quasi 34 anni trascorsi nella redazione milanese de La Gazzetta dello Sport e al seguito dei gran premi di F.1, dal marzo 2023 è passato dipendente dell’Automobile Club d’Italia, con il ruolo di Addetto Stampa ACI Sport e Press National – Press Officer Autodromo.

 

Il battesimo al “Sada” accompagnato da un secco 3-0 alla Pro Patria

 

La prima partita che ebbe il bene di seguire allo stadio Sada fu Monza-Pro Patria, del campionato 1975/1976 di Serie C, Girone A, e vinta dai padroni di casa con il punteggio di 3-0. Andrea era un bambino delle prime classi della scuola elementare ed era stato portato allo stadio, sulla tribuna principale, da papà Paolo e dal portinaio dello stabile dove abitava, fedele abbonato. Il giovanissimo aspirante tifoso dei biancorossi, con il suo esordio in quello che il mitico supporter locale Angelo Scotti aveva già coloritamente definito ‘il pollaio’, portò davvero fortuna alla formazione di Alfredo Magni. Al termine di quella stagione, infatti, Il Monza tagliò il traguardo con il primo posto in classifica, conquistando così, dopo tre stagioni di purgatorio, la promozione in Serie B. Il prestigioso obiettivo fu raggiunto raggranellando ben 58 punti ed infliggendo alla Cremonese, seconda squadra piazzata in graduatoria, un distacco di 12 lunghezze. I biancorossi, vantando il miglior attacco del torneo (e, con solo 20 marcature subite, la difesa meno perforata), misero a segno 54 reti con due attaccanti in doppia cifra: Luigi Sanseverino con 13 gol ed Ugo Tosetto con 12. Pure l’annata in Coppa Italia fu quell’anno, per certi versi, da incorniciare, anche se, dopo due vittorie di fila nelle precedenti edizioni, il Monza perse la finale con il Lecce. A coronare l’ottima stagione arrivò poi il successo nella Coppa Anglo-Italiana, conquistata battendo 1-0, nella finale disputata a Monza il 19 giugno, gli inglesi del Wimbledon. Anche l’Autodromo, destinato a diventare nella terza decade degli anni Duemila la sua sede di lavoro, Cremonesi incominciò a conoscerlo da bambino, recandosi nel Parco nei giorni delle prove di qualificazione del G.P. d’Italia di F.1, sempre al fianco del padre, grande appassionato di sport. Il suo idolo era allora Niki Lauda. Andrea, ancora adesso, ricorda la sua presenza a bordo pista un sabato di settembre del 1978, quando il campione austriaco correva con la Brabham-Alfa Romeo, costringendolo, per ovvie questioni personali di cuore, a tifare contro la Ferrari. In quell’occasione la pole position, la sedicesima nel ‘mondiale’ e la settima della stagione, la conquistò Mario Andretti su Lotus-Ford Cosworth, davanti all’alfiere della Casa di Maranello Gilles Villeneuve, ma il battagliero Niki seppe strappare un ottimo quarto tempo, meritandosi la seconda fila al fianco di Jean-Pierre Jabouille su Renault.

 

La vittoria a Monza dell’amato Niki Lauda nel giorno più brutto

 

La gara, il giorno seguente, fu poi vinta proprio da Lauda, al suo diciassettesimo successo iridato, davanti al britannico John Watson, anch’egli al volante di una Brabham-Alfa Romeo e all’argentino Carlo Reutemann su Ferrari (lo statunitense Mario Andretti ed il canadese Gilles Villeneuve, giunti sul traguardo, rispettivamente, primo e secondo, vennero penalizzati di un minuto per partenza anticipata, finendo, così, retrocessi al sesto e settimo posto della graduatoria). Purtroppo, la partenza di quel gran premio venne funestata da un grave incidente, con coinvolgimento di diversi piloti, tanto da richiedere l’interruzione della gara ed un secondo via! A seguito delle ferite riportate e di un’embolia sopraggiunta nella notte presso l’Ospedale Niguarda di Milano, lo svedese Ronnie Peterson morì il giorno seguente e Vittorio Brambilla finì in coma, colpito al capo da una ruota vagante, per, poi, riprendersi dopo parecchi mesi, ma con grande fatica. In conseguenza del decesso del driver svedese della Lotus, unico partecipante in grado di poterlo ancora superare nella classifica iridata, a Monza, Mario Andretti si laureò matematicamente campione del mondo di F.1 per la stagione 1978 (unica volta nella sua pur prestigiosissima carriera). ‘’A casa mia – racconta Andrea Cremonesi – conservo ancora le foto a colori e il film in Super 8 di Niki Lauda al volante della Brabham-Alfa Romeo e di Ronnie Peterson, quest’ultimo ritratto a poche ore dal fatale incidente. Da quel terribile giorno del 1978, non mi sono mai più perso, nelle varie edizioni, le prove ufficiali e la gara iridata sulla magica pista monzese, prima come spettatore, successivamente, dagli anni Novanta, da inviato de La Gazzetta dello Sport e adesso, dopo quasi 34 anni al servizio del quotidiano milanese, da dipendente dell’Automobile Club d’Italia, con scrivania collocata proprio nella direzione Autodromo.’’.

 

(Fine prima parte)

 

Enzo Mauri