1980: quel rigore, una ferita che sanguina ancora…

13 aprile 1980 è il 90° minuto del derbyssimo tra Monza e Como e la squadra di Alfredo Magni è in vantaggio per 3-2. Sarebbe una vittoria importantissima perché consentirebbe al Monza di andare a un solo punto dal Como capolista. In un ultimo assalto alla porta monzese Walter Nicoletti, centravanti del Como, si aggiusta il pallone con un braccio mentre il biancorosso Giusto lo tallona da tergo. Fallo di mano per tutti, non per l’arbitro Agnolin che, sebbene a un passo dall’azione, decide di assegnare un rigore ai lariani poiché, nel prosieguo dell’azione, Nicoletti cerca di girarsi e si lascia andare a terra sfruttando il minimo contatto con il difensore monzese. A nulla servono le veementi proteste dei giocatori biancorossi. Dal dischetto Nicoletti insacca di giustezza (foto) nonostante Marconcini abbia intuito la traiettoria. Monza 3 Como 3.

 

Al fischio finale si scatena il finimondo

 

Al fischio finale di Agnolin si scatena l’inferno, dentro e fuori lo stadio Sada. Qualche facinoroso tenta addirittura di entrare nello spogliatoio dell’arbitro, le forze dell’ordine faticano a sedare gli incidenti. Anche alla vicina stazione ferroviaria scoppiano tumulti tra le opposte tifoserie. Il Como, neo promosso in serie B, riesce a tenere il Monza a debita distanza, pur vedendosi raggiunto in vetta dalla Pistoiese. La classifica dopo quella nefasta giornata (la 30ma) era la seguente: Como e Pistoiese 37, Monza 34, Brescia e Bari 33, Cesena e Verona 32. La formazione allenata da Magni pagherà cara quella folle domenica, con un turno di squalifica dello stadio Sada (scontato sul campo neutro di Reggio Emilia contro il Palermo), ma lotterà comunque fino al termine per la promozione. A distanza di 45 anni esatti quella ferita, però, sanguina ancora…

 

Gianni Santoro

 

(Foto Nick Dicuonzo)